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Storia di Cascina Bellaria

La Storia di Cascina Bellaria ha in sé un’importante tradizione agricola che caratterizza fortemente il suo passato e una significativa vocazione sociale, che invece rappresenta il suo volto attuale. 

C’era una volta una contessa e come ogni contessa aveva un nome che incuteva rispetto: Ina Scheibler Gallarati Scotti.

La contessa aveva una tenuta di famiglia in un area che comprendeva l’attuale Parco di Trenno e all’interno della sua tenuta nel 1913 la contessa decise di far costruire, o meglio riedificare in luogo di un edificio precedentemente esistente, una Cascina a cui si diede il nome di Cascina Bellaria.

La storia di Cascina Bellaria è legata alla sua tradizione agricola: infatti, ad eccezione del periodo della Prima Guerra Mondiale, durante il quale la tenuta degli Scheibler venne utilizzata come campo d’aviazione militare, ha rappresentato per decenni un luogo significativo per la coltivazione di foraggio, mais e grano, produzioni tipiche del territorio lombardo.
All’interno della tenuta Scheibler c’era anche un’altra cascina (Cassinetta di Trenno) e questi terriotri traevano l’acqua da due fontanili – inattivi  ormai da anni,  cioè il Fontanile Santa Maria nei pressi di Cascina Bellaria e il Fontanile Cagnola, situato lungo la strada  da nord a sud che ancora oggi attraversa l’intero parco.
Oggi rimane attivo un unico ramo di questo fontanile: si tratta di quello  situato verso ovest, collegato con il canale Villoresi, che ancora oggi dà acqua alle campagne circostanti.

Cascina Bellaria è inserita nella parte centrale del Parco di Trenno, poco più a sud del Cimitero di Guerra Britannico e  presenta un impianto a L,  composto da un corpo di fabbrica di 2 piani congiunto mediante una tettoia ad un porticato, che un tempo fungeva da stalla all’aperto.
Morfologicamente la Cascina si organizzava attorno a spazi liberi: aia, cortili,  luoghi comuni di passaggio, di lavoro e di sosta.

Il 1971 è un anno di cambiamento: nasce ufficialmente il Parco di Trenno e questo avvenimento fà si che la lunga tradizione agricola delle cascine presenti al suo interno subisse un momento di arresto e un necessario ripensamento.

Così, dopo un ventennio di inattività, nel 1992 il complesso venne destinato dal Comune di Milano all’Associazione Atlha, una realtà nata nel 1986 per garantire occasioni di integrazione sociale delle persone con disabilità, principalmente attraverso un tempo libero di qualità.

Qui comincia la storia recente di Cascina Bellaria, che ha portato a caratterizzarla come luogo di inclusione e attenzione verso le fragilità.

Per circa un decennio la cascina è stata oggetto di un attento  intervento di recupero edilizio, atto a conservare e a riproporre l’assetto morfologico storico della Cascina, recuperando la struttura della stalla all’aperto ed adattando le strutture alle esigenze attuali, nel rispetto dell’esistente.
Questo intervento si è concluso nel 2005 quando Cascina Bellaria, completamente ristrutturata, viene inaugurata ufficialmente come Cascina Sociale.

L’Associazione Atlha ha gestito per anni le diverse arttività presenti in Cascina Bellaria: un punto ristoro, un ostello, una bottega di prodotti agricoli km 0 e unaciclofficina: attività diverse che avevano però una caratteristica comune, e cioè l’attenzione per le persone, per l’inlcusione e la valorizzazione dell’accoglienza e della diversità.

Questo fino al  1° gennaio 2019,  momento in cui la Cooperativa Sociale Arca di Noè è divenuta gestore del Ristorante e dell’Ostello inseriti all’interno della Cascina Bellaria, con l’obiettivo di consolidare l’immagine della Cascina come luogo inclusivo in cui sviluppare le attività del nuovo ramo di impresa ed effettuare inserimenti lavorativi di persone svantaggiate.

Il mese di settembre del 2019 è il momento di un ulteriore passaggio importante: il ristorante acquisisce il marchio “Trattoria Solidale” e si inserisce all’interno di un progetto più ampio, che prevede la strutturazione di un graduale percorso di introduzione al mondo del lavoro di ragazzi con disabilità intellettiva: da un primo momento di alternanza scuola lavoro all’interno di un Ristorante Didattico (quello in Cascina Biblioteca), fino alla sperimentazione di veri contratti di lavoro in un contesto più commerciale e strutturato che è proprio quello di Cascina Bellaria.

Il 2020 è stato l’anno impegnativo che tutti ben sappiamo ma, come sempre succede, i momenti di difficoltà generano nuove opportunitàe offrono la possibilità di esplorare nuove strade: ad esempio il Ristorante in Cascina Bellaria si è attivato con il Delivery e con l’apertura al pubblico per il momento dell’aperitivo che prima, invece, non veniva fatto.

Chissà cosa ci riserverà il futuro?

 

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